Finanza scopre maxi evasione a Pordenone
Singolo imprenditore non avrebbe pagato tasse per 7,3 milioni
07 febbraio, 09:31
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Guarda la foto1 di 1 (ANSA) - TRIESTE, 7 FEB - Una evasione fiscale 'totale' per oltre sette milioni di euro e' stata scoperta dalla Guardia di Finanza in provincia di Pordenone. Le indagini hanno individuato un commercio di bovini da parte di un imprenditore pordenonese che, attraverso la propria ditta individuale e una societa' a lui riconducibile, ha operato dal 2005 senza adempiere ad alcuna formalita' contabile. In 4 anni ha evaso 7,3 milioni di euro su redditi non dichiarati e 700 mila euro di Iva dovuta e non versata.
il maldicente
lunedì 7 febbraio 2011
sabato 5 febbraio 2011
soffocato col burro
L'UOMO È MORTO SOFFOCATO IN 2 FEBBRAIO SCORSO
Panetto di burro in bocca, l'autopsia
svela il delitto quasi perfetto a Gela
Sono accusati di omicidio l'ex moglie della vittima e il suo compagno
GELA (CALTANISSETTA) - La moglie ed il proprio compagno avrebbero ucciso l'ex marito della donna, soffocandolo verosimilmente con un panetto di burro o margarina, comunque con una sostanza alimentare lattiginosa e oleosa. Secondo loro il grasso, sciogliendosi in gola, non avrebbe lasciato tracce e non avrebbe fatto scoprire l'omicidio.
«SIAMO INNOCENTI» - Sarebbe stato così svelato il giallo dell'uccisione, il 2 febbraio scorso a Gela (Cl), di Calogero Lo Coco, quarant'anni, di Campobello di Licata (Ag), che non sarebbe stato quindi strangolato, ma legato e soffocato con un pezzo di burro, infilatogli in gola dall'ex moglie e dal suo convivente. La verità agghiacciante sarebbe emersa dall'autopsia eseguita dal medico legale, nell'obitorio del cimitero «Farello» di Gela. Per la morte di Lo Coco sono indagati l'ex moglie, Rosaria Nicosia ed il proprio convivente, Gaetano Biundo, entrambi di 38 anni, che dopo il delitto erano stati posti agli arresti domiciliari con l'accusa di omicidio. Loro, però, dicono di essere innocenti.
IL PIANO - Intanto è in corso davanti al Gip, l'udienza di convalida d'arresto. A chiedere l'intervento dei carabinieri è stata la moglie che intorno alle sette di mercoledì sera telefono al 112. I due indagati avrebbero avuto tutto il tempo necessario per progettare un piano e difendersi. L'ex moglie e il compagno hanno sostenuto che Lo Coco arrivò nella villetta di via Ibiscus fuori di se e ubriaco e che si sarebbe scaraventato contro Biundo. Secondo la versione fornita da due, mentre gli stavano legando le mani, l'uomo avrebbe perso i sensi e poi sarebbe morto. Una versione che però contrasta con gli esiti forniti dall'autopsia. La coppia aveva due figli maschi di 17 e 18 anni che vivevano con il padre. Anche Gaetano Biundo era separato. Viveva insieme a Rosaria Nicosia in quella villetta di via Ibiscus a Manfria. La donna ha detto di essere stata molestata dall'ex marito in più occasioni e di aver denunciato tutti gli episodi. Arrivavano soprattutto telefonate di Lo Coco, che non aveva mai accettato la separazione. La sera di mercoledì si era presentato per la prima volta in quella che era stata la sua dimora e che lo ha visto morire.
Redazione online
04 febbraio 2011(ultima modifica: 05 febbraio 2011)
Panetto di burro in bocca, l'autopsia
svela il delitto quasi perfetto a Gela
Sono accusati di omicidio l'ex moglie della vittima e il suo compagno
GELA (CALTANISSETTA) - La moglie ed il proprio compagno avrebbero ucciso l'ex marito della donna, soffocandolo verosimilmente con un panetto di burro o margarina, comunque con una sostanza alimentare lattiginosa e oleosa. Secondo loro il grasso, sciogliendosi in gola, non avrebbe lasciato tracce e non avrebbe fatto scoprire l'omicidio.
«SIAMO INNOCENTI» - Sarebbe stato così svelato il giallo dell'uccisione, il 2 febbraio scorso a Gela (Cl), di Calogero Lo Coco, quarant'anni, di Campobello di Licata (Ag), che non sarebbe stato quindi strangolato, ma legato e soffocato con un pezzo di burro, infilatogli in gola dall'ex moglie e dal suo convivente. La verità agghiacciante sarebbe emersa dall'autopsia eseguita dal medico legale, nell'obitorio del cimitero «Farello» di Gela. Per la morte di Lo Coco sono indagati l'ex moglie, Rosaria Nicosia ed il proprio convivente, Gaetano Biundo, entrambi di 38 anni, che dopo il delitto erano stati posti agli arresti domiciliari con l'accusa di omicidio. Loro, però, dicono di essere innocenti.
IL PIANO - Intanto è in corso davanti al Gip, l'udienza di convalida d'arresto. A chiedere l'intervento dei carabinieri è stata la moglie che intorno alle sette di mercoledì sera telefono al 112. I due indagati avrebbero avuto tutto il tempo necessario per progettare un piano e difendersi. L'ex moglie e il compagno hanno sostenuto che Lo Coco arrivò nella villetta di via Ibiscus fuori di se e ubriaco e che si sarebbe scaraventato contro Biundo. Secondo la versione fornita da due, mentre gli stavano legando le mani, l'uomo avrebbe perso i sensi e poi sarebbe morto. Una versione che però contrasta con gli esiti forniti dall'autopsia. La coppia aveva due figli maschi di 17 e 18 anni che vivevano con il padre. Anche Gaetano Biundo era separato. Viveva insieme a Rosaria Nicosia in quella villetta di via Ibiscus a Manfria. La donna ha detto di essere stata molestata dall'ex marito in più occasioni e di aver denunciato tutti gli episodi. Arrivavano soprattutto telefonate di Lo Coco, che non aveva mai accettato la separazione. La sera di mercoledì si era presentato per la prima volta in quella che era stata la sua dimora e che lo ha visto morire.
Redazione online
04 febbraio 2011(ultima modifica: 05 febbraio 2011)
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